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Vittime del dovere: il caso del poliziotto ferito accidentalmente.

La Cassazione chiarisce che per ottenere i benefici previsti per le vittime del dovere è sufficiente che il fatto si sia verificato in uno dei casi elencati dalla legge.

Ulteriore chiarimento della Cassazione sui requisiti per ottenere i benefici previsti per le vittime del dovere.

Per ottenere il riconoscimento dei benefici per le vittime del dovere, alcune sentenze continuano a ritenere necessaria l’esposizione del lavoratore a un rischio eccedente quello tipico delle normali funzioni di istituto.

Ma la Cassazione ha ribadito che non è così.

Infatti, per ottenere i benefici previsti per le vittime del dovere, è sufficiente che il fatto si sia verificato in uno dei casi elencati dalla legge.

Chi sono le vittime del dovere?

La legge in questione è la Finanziaria del 2006 (L. 266/2005, consultala qui) che all’art. 1, comma 563. La legge definisce le vittime del dovere come i dipendenti pubbliciche abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità.

b) Nello svolgimento di servizi di ordine pubblico.

c) Nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari.

d) In operazioni di soccorso.

e) In attività di tutela della pubblica incolumità.

f) A causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità”.

A cosa hanno diritto le vittime del dovere?

Le vittime del dovere, o i rispettivi eredi, hanno diritto a una serie di benefici. Alcuni di questi sono molto rilevanti.

In particolare può essere riconosciuta:

  • Una somma pari a € 200.000,00 una tantum in caso di morte, da ripartirsi, in parti uguali, tra gli eredi;
  • Una somma pari a € 2.000,00 per ogni punto di invalidità;
  • Un assegno vitalizio da € 1.033,00 al mese;
  • Esenzioni da prestazioni sanitarie, esenzioni in materia di istruzione e altre ipotesi.

La sentenza.

Nel caso risolto dalla Cassazione (sentenza n. 26228 del 16 ottobre 2019, cercala qui), l’Agente di Polizia era stato ferito durante un intervento per motivi di ordine pubblico avvenuto in un’area di servizio. In particolare, mentre l’agente era di pattuglia con un collega, nel corso di una perquisizione, era accidentalmente partito un colpo dall’arma del collega. Lo sparo lo aveva colpito, ferendolo in modo grave.

Vittime del dovere se si è colpiti in strada da un colpo accidentale.
Vittime del dovere se si è colpiti in strada da un colpo accidentale.

Secondo la Cassazione non è corretto riconoscere la condizione di “vittima del dovere” soltanto in presenza di eventi eccedenti il rischio ordinario ed istituzionale connesso alle funzioni svolte. E cioè “qualcosa in più” rispetto alla situazione che dà luogo al riconoscimento della causa di servizio.

La Corte, dopo avere richiamato alcuni suoi precedenti, evidenzia che la norma richiamata non richiede la presenza di un rischio specifico diverso da quello insito nelle ordinarie funzioni istituzionali.

Infatti, basta anche soltanto che l’evento dannoso si sia verificato, come nel caso dell’agente di polizia, in una delle ipotesi elencate dalla legge.

In conclusione, lo stesso principio è stato confermato anche nel caso dell’agente di polizia infortunatosi in conseguenza di un colpo di arma da fuoco partito accidentalmente da un collega mentre stava effettuando un controllo di alcune persone sospette.

Autore: Avv. Lorenzo Nannipieri

Autore: Avv. Lorenzo Nannipieri

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